Terre e Foglie di Maremma: storia di una collezione nata dal territorio
"Ma sono foglie vere?"
È una delle domande che ci sentiamo fare più spesso quando qualcuno scopre la collezione Terre e Foglie di Maremma.
La risposta è no.
Eppure, guardando questi oggetti, è facile capire perché venga spontaneo chiederselo.
Le foglie che vedete sulla superficie della ceramica non sono foglie vere, non sono applicate e non sono semplicemente dipinte.
Il decoro nasce dall'utilizzo di argille diverse e quindi di diversa colorazione, lavorate insieme per creare la superficie dell'oggetto e i colori delle foglie.
Per capire da dove nasce questa tecnica, però, bisogna tornare alla fine degli anni Settanta.

Tutto comincia da alcune foglie di quercia
Alla fine degli anni Settanta Roberto Polidori lasciava asciugare all'aria aperta i pezzi che aveva appena tornito.
Era una cosa del tutto naturale per il lavoro di allora: i manufatti venivano messi ad asciugare fuori dal laboratorio, sotto gli alberi. E le foglie di quercia, cadendo, finivano inevitabilmente sopra l'argilla ancora fresca.
Da quella situazione quotidiana nacque un'idea.
Guardando quelle foglie appoggiate sui manufatti, Roberto si chiese:
“Come posso fare un oggetto che assomigli il più possibile a quello che vedo qui?”
Non si trattava semplicemente di decorare la ceramica con un motivo preso dalla natura. L'idea era quella di portare sulla ceramica qualcosa di ciò che aveva davanti agli occhi: la forma della foglia, le sue venature, il suo carattere.
Da questa ricerca nasce, alla fine degli anni Settanta, quella che sarebbe diventata la collezione Terre e Foglie.
I colori della terra di Maremma
Il nome della collezione non racconta soltanto la presenza delle foglie. Racconta anche la materia da cui nasce.
I colori che caratterizzano Terre e Foglie sono bianco, rosso mattone, rosa, grigio e ocra. Sono tonalità che richiamano i materiali della nostra terra e nascono dalla ricerca sulle materie utilizzate nella lavorazione ceramica.
Argille naturali, sabbie fini di alta qualità e ossidi metallici provenienti dai terreni della Maremma, dell'Amiata e delle Colline del Fiora sono alla base di questa tavolozza, legata a un territorio in cui la lavorazione della ceramica ha radici antiche.
Qui la terra non è quindi soltanto il materiale con cui viene modellato un oggetto. È anche ciò che ne determina, almeno in parte, il carattere e i colori.
Ma allora come vengono fatte le foglie?
Questa è la seconda domanda che ci viene fatta più spesso.
Possiamo raccontarvi il principio, anche se il procedimento completo appartiene ai saperi della nostra bottega e non è qualcosa che spieghiamo nei dettagli.
La cosa fondamentale è questa: i colori che vedete non sono semplicemente colori applicati sulla superficie. Sono argille diverse.
Questo vale sia per i colori di fondo sia per quelli che compongono la foglia.
Il decoro nasce da un lavoro che possiamo definire una sorta di intarsio di terre. Lavoriamo intorno a una foglia vera, utilizzandola come riferimento per conservarne la forma e le venature. Ma nell'oggetto finito della foglia naturale non rimane nulla.
Non è un'impronta
C'è un'altra cosa che spesso si nota soltanto prendendo in mano un pezzo.
La foglia non è impressa sulla ceramica.
Se passate le dita sulla superficie, infatti, potete sentire che il motivo è leggermente a rilievo.
È un dettaglio che si percepisce soprattutto al tatto e che aiuta a capire che non si tratta semplicemente di un'immagine riportata sulla superficie: il decoro fa parte dell'oggetto stesso.
È anche uno degli aspetti che rendono Terre e Foglie una collezione da guardare, ma soprattutto da toccare.
E no, non è decoupage
La domanda è comprensibile, soprattutto quando si osservano da vicino le foglie e la loro definizione.
Ma non si tratta di decoupage.
Una foglia vera potrebbe essere applicata alla superficie di un oggetto con una tecnica decorativa, ma sarebbe un procedimento completamente diverso e non sarebbe ciò che facciamo noi.
Nel nostro caso, il motivo della foglia viene realizzato direttamente attraverso le terre ceramiche e diventa parte integrante del manufatto.
È per questo che gli oggetti della collezione sono pensati per essere usati nella vita quotidiana: non c'è una foglia appoggiata sopra la superficie, ma un decoro realizzato direttamente nell'oggetto.
Una tradizione nata negli anni Settanta
Terre e Foglie nasce sul finire degli anni Settanta dal desiderio di creare oggetti d'arte per la tavola, realizzati a mano utilizzando materiali reperibili nel territorio di origine.
È un'idea che ancora oggi definisce la collezione: oggetti che non devono scegliere tra funzionalità quotidiana e valore artistico.
Ogni manufatto è pensato per essere usato e vissuto, portando nella quotidianità artigianatoe un linguaggio decorativo nato dall'osservazione della natura.
Terre e Foglie oggi
A distanza di decenni, quella ricerca continua a far parte del lavoro di Ceramiche Polidori.
Gli oggetti della collezione Terre e Foglie di Maremma vengono ancora realizzati artigianalmente nella nostra bottega e portano con sé qualcosa della storia da cui sono nati: il rapporto tra la ceramica, il territorio e l'osservazione della natura.
Perciò, quando qualcuno entra in negozio, prende in mano un oggetto e ci chiede:
“Ma sono foglie vere?!”
la risposta più semplice rimane sempre la stessa:
No. Ma è proprio da una foglia vera che è cominciato tutto.
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